20.Se il perseguimento dello sviluppo richiede un numero sempre più grande di tecnici, esige ancor più uomini di pensiero capaci di riflessione profonda, votati alla ricerca d'un «umanesimo» nuovo, che permetta all'uomo moderno di ritrovare se stesso, assumendo i valori superiori di amore, di amicizia, di preghiera e di contemplazione. In tal modo potrà compiersi in pienezza il vero sviluppo, che è il passaggio, per ciascuno e per tutti, da condizioni meno umane a condizioni più umane.
Quella sera - racconta Giovanni - c'erano Pietro, Tommaso, Natanaele, i soliti due figli del tuono, e altri due... (e gli altri? e che facevano, quei sette? parlavano, discutevano, si facevano i film?)
"Io vado a pescare"
mistero. Davvero, il vangelo va letto, riletto e masticato. Ha sempre un sapore nuovo.
ricevuto via mail, e copiato immantinente sul sito di SanLazzaro
(con qualche borbottio del fidibì e del CavalloPazzo circa l'opportunità eccetera .... )
http://www.associazionesanlazzaro.it/park/tecno-confessionale.wmv
Il mattino del giorno dopo il sabato, appena sorto il sole, le donne vennero al sepolcro, alleluia.
A coloro che ascoltarono la sua parola, concesse un pronto perdono dei peccati e li liberò da quanto li angustiava. Il Verbo li santificò, lo spirito li rese saldi, l’uomo vecchio venne sepolto nell’acqua, e fu generato l’uomo nuovo, che fiorì nella grazia.
Perfino Pilato è diverso in questo, e pone – si pone – una domanda sconcertante: “di dove sei?”. Scribi, sacerdoti, farisei sono immersi in una “struttura di peccato”, e ci stanno comodi, si sono scavati la loro nicchia. Essi sanno, e l’informazione è potere. Essi conoscono le “regole del gioco” e le esercitano. In termini politecnici si direbbe che hanno il “controllo del processo”. Gesù dice a Pilato “Tu non avresti alcun potere su di me se non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande”. Povero Pilato! Lui, il potere l’ha ricevuto; gli altri se lo sono preso!
Quand’ero bambino vivevo i giorni della Passione del Signore come una rottura dei miei ritmi; il Venerdì Santo sconvolge i ritmi; il digiuno mi faceva sentire la testa leggera; quel giorno la luce del pomeriggio era sempre livida; il rito era lungo, spesso rimanevo in piedi.
Il rito. Il ricordo di una tragedia compiuta da altri; un tragico errore, un’ingiustizia. Se ci fossi stato io… Ricordo un mio cugino: “Se ci fossi stato io, avrei spaccato la testa a tutti” – ragazzo sanguigno, mio cugino.
L'espiazione ... ma non sarebbe bastata una goccia del sangue di Gesù per salvare il mondo? … ma non sarebbe bastato un atto di amore di Gesù per salvare il mondo?
Grazie a Gesù, che è morto (forse ha po’ esagerato); gloria a Gesù che è risuscitato (bella sorpresa per i cattivi, i soldati alla tomba, la pietra rovesciata). Ma io, che c’entro?
[Il Signore] arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette.Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi”. Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano alla sua bocca e dicevano “Non è il figlio di Giuseppe?”. Ma egli rispose “Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso …” .... All’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.