nato 1951 - moglie una - figli tre - famiglia a bari - lavoro a roma - amici a bari


lunedì, luglio 31, 2006

questa me la manda Marina:
Prima della partenza per il North Kapp, vi lascio questo stralcio di omelia del Curtaz che può aiutare la riflessione estiva. buone vacanze. oh guarda lì, le renne.....

Dai! Smettiamola di recitare le litanie delle nostre fragilità e delle nostre incapacità di fronte alle tragedie del mondo, piantiamola di inanellare pessimistiche analisi sul destino del mondo e della Chiesa, finiamola di gufare all’inizio dell’anno pastorale quando vediamo il nostro quartiere crescere e la nostra parrocchia arrendersi! Un po’ di leggerezza, prego. Dio ha bisogno della nostra merenda per sfamare il mondo. Non è sufficiente, ovvio. Ciò che manca lo mette il cuore di Dio. Gesù trasforma la merenda di questo ragazzo, il più saggio di tutti, in abbondanza. Dio è fatto così: non interviene al posto nostro, chiede la nostra collaborazione, non si sostituisce a noi, esige che ci mettiamo in gioco, che diamo del nostro. Davanti alla tristezza e alla devastazione del nostro mondo, Dio si manifesta il più equilibrato e il più logico di tutti, chiedendoci di intervenire. Lo vogliamo davvero un Dio così? Idiozie La folla guarda attonita le ceste di pane che passano, mangia, rimangia, mangia ancora, si infila il pane nelle bisaccia, le riempie, avanza ancora, un boccone, due, lo stomaco scoppia, ne avanza ancora. Qualche istante di silenzio, poi il brusio diventa grido, la gente si alza, ora ha capito. No, non ha capito, ha capito il contrario. Gesù, con quel gesto, dice: “Davanti alla difficoltà, anche se non hai le forze, mettiti in gioco, dona quel poco che hai e diventerà un miracolo di condivisione”. La folla ha capito: “Gesù ci dona da mangiare, abbiamo finito di tribolare”. L’esatto contrario, l’esatto contrario. Gesù scappa, turbato. È dunque così difficile spiegarsi agli uomini?

 

postato da loziofranco | 13:21 | commenti (4)

giovedì, luglio 27, 2006

Venti di guerra, in Medio Oriente
Al tempo di Amrafel re di Sennaar, di Arioch re di Ellasar, di Chedorlaomer re dell'Elam e di Tideal re di Goim, costoro mossero guerra contro Bera re di Sòdoma, Birsa re di Gomorra, Sinab re di Adma, Semeber re di Zeboim, e contro il re di Bela, cioè Zoar.
...
Gli invasori presero tutti i beni di Sodoma e Gomorra e tutti i loro viveri e se ne andarono. Andandosene catturarono anche Lot, figlio del fratello di Abram, e i suoi beni: egli risiedeva appunto in Sòdoma. Ma un fuggiasco venne ad avvertire Abram l'Ebreo che si trovava alle Querce di Mamre l'Amorreo, fratello di Escol e fratello di Aner i quali erano alleati di Abram.
Quando Abram seppe che il suo parente era stato preso prigioniero, organizzò i suoi uomini esperti nelle armi, schiavi nati nella sua casa, in numero di trecentodiciotto, e si diede all'inseguimento fino a Dan. Piombò sopra di essi di notte, lui con i suoi servi, li sconfisse e proseguì l'inseguimento fino a Coba, a settentrione di Damasco. Ricuperò così tutta la roba e anche Lot suo parente, i suoi beni, con le donne e il popolo.
(Genesi, capitolo 14)

postato da loziofranco | 08:54 | commenti (3)

martedì, luglio 25, 2006

Stai preparando l’esame di marketing e non hai capito la differenza tra Marketing diretto, Pubblicità, Telemarketing, Customer Relationship Management, Public Relations, Merchandising, Branding  ???  ti aiutiamo noi:
Ti trovi ad una festa e vedi un tipo affascinante. Ti avvicini e gli dici: Sono un fenomeno a letto. Questo è Marketing Diretto.
Ti trovi ad una festa con un gruppo di amici e vedete un tipo affascinante. Uno dei tuoi amici gli si avvicina e gli dice: quella è un fenomeno a letto. Questo è Pubblicità.
Per il resto, vai a vedere la dispensa,
qui:
http://www.associazionesanlazzaro.it/archivio/arch-9055-marketing.htm
C’è anche un warning sulla pubblicità fraudolenta.

postato da loziofranco | 19:25 | commenti (22)

Continuando la risonanza di Chesterton, aggiungiamo le riflessioni del solito Curtaz: "Non c’è nulla di più difficile di parlare di Cristo ai cristiani, nulla di più faticoso che annunciare il Vangelo a noi cattolici, spesso asfaltati dalla più terribile delle abitudini, la più tragica delle tentazioni: credere di credere. Abbiamo bisogno (urgente) di profeti e di profezia, di parole che rompano il mare di ghiaccio che soffoca la nostra anima, che liberino la luce nascosta sotto il moggio. Gesù ci invita ad andare all’essenziale, a non fermarci alle sensazioni di pelle, a credere che la testimonianza della comunione, nonostante noi, può davvero spalancare i cuori. La Parola che professiamo e viviamo caccia la mondezza dai cuori, la parte tenebrosa che ci abita. Ci è affidato il Regno, ci è consegnato l’annuncio: lasciamolo emergere nelle nostre comunità, nei nostri movimenti, nelle nostre associazioni, interroghiamoci con semplicità su quanto il Signore ci chiede di vivere." E vai! Ciao Marina

postato da loziofranco | 19:16 | commenti (9)

giovedì, luglio 20, 2006

ma che sarà?
mi si era imballato l'editor!

postato da loziofranco | 16:27 | commenti (3)

domenica, luglio 16, 2006

Quando in un popolo ogni cosa si indebolisce, si comincia a parlare di efficienza.

Quando il corpo di un uomo è un relitto, si comincia, per la prima volta, a parlare di salute.

Gli organismi vigorosi non parlano dei loro processi, ma dei loro obbiettivi.

Non c’è prova migliore dell'efficienza fisica di un uomo che parlare con allegria di un viaggio ai confini del mondo.

E non c'è prova migliore dell'efficienza pratica di una nazione che essa parli di un viaggio ai confini del mondo, un viaggio al giorno del Giudizio e la Nuova Gerusalemme.

Non c’è segno più forte di una robusta salute materiale che la tendenza a correre dietro ideali alti e selvaggi; è nella prima esuberanza dell'infanzia che gridiamo alla luna.

Nessuno degli uomini forti nelle età forti avrebbe compreso cosa si intende per “lavorare per l'efficienza”.

(G.K. Chesterton)

ECCO QUI LA NUOVA :
http://www.associazionesanlazzaro.it/newsletter/nl-0508-in_efficienza.htm

postato da loziofranco | 13:00 | commenti

Insegne lette a Napoli - forse non sono vere, ma sono plausibili
(panificio)
QUANDO VI DIVENTA DURO VE LO GRATTUGIAMO GRATIS E META' CE LO TRATTENIAMO
PANE FRESCO CALDO 
(mobiliere)  
SI VENDONO MOBILI DEL SETTECENTO NUOVI   
(negozio di mangimi) 
TUTTO PER IL VOSTRO UCCELLO
….  queste e altre scemenze su: http://www.associazionesanlazzaro.it/archivio/arch-9065-insegne_napoli.htm

postato da loziofranco | 12:58 | commenti (6)

sabato, luglio 15, 2006

iam ruit hora
postato da loziofranco | 20:07 | commenti

mercoledì, luglio 12, 2006

visto "il genio della truffa"
postato da loziofranco | 20:30 | commenti

martedì, luglio 11, 2006

vado a cercarmi un bel film.
stasera insalata: patate lesse e pomodori.
prosit.

postato da loziofranco | 18:54 | commenti (4)

lunedì, luglio 10, 2006

incontri ravvicinati
Il commodoro Zarkan era un po’ teso. C'è sempre qualche incognita, quando si contatta una civiltà aliena.
Ripassò il messaggio: “veniamo in pace” (ok, solita palla), “conducetemi dal vostro capo” (fa sempre effetto), “il vostro pianeta è sull’orlo della distruzione” (panico, panico), "unitevi alla Federazione e rispettate le sue leggi" … and so on.
Avrebbe voluto portare la navetta presso la sede della massima autorità del pianeta (prassi standard); peccato che lo slargo migliore fosse occupato da un simulacro verticale, forse un antico missile; così aveva scelto un'altra pista, a pochi chilometri di distanza.
La navetta si posò delicatamente, nei pressi di uno strano complesso in pietra bianca. Nessuno in circolazione. Il bioscanner rilevò solo due alieni – immobili – connessi con dispositivi di ricezione. Radio. Tecnologia obsoleta. Buon segno, per il commodoro Zarkan.
Occhei. Via con la procedura standard. Giù la rampa e fuori la squadra di sicurezza. Ancora silenzio. Il commodoro fece un respiro profondo e uscì.
Dovevano essere in agguato. Un boato, poi centinaia di piccoli veicoli circondarono la navetta e presero a correre in tondo a velocità folle, ai margini della pista.
La squadra di sicurezza sollevò le armi.  “Mantenete la calma!” sibilò Zarkan all’interfono.
Proclamò ad alta voce: “Klaatu barada nikto!” (nessuno conosceva il significato di queste parole, ma in Accademia gli avevano insegnato così, e Zarkan era un buon ufficiale). Nessun effetto.
Dai veicoli provenivano ululati e detonazioni, e gli alieni sbandieravano strani oggetti multicolori.
Un caporale della squadra di sicurezza perse il controllo, e disintegrò un paio di veicoli (piccoli, però) a scopo intimidatorio. Nessun effetto. 
Il capo cannoniere buttò giù un’ala del fabbricato bianco. Gli alieni sembravano divertiti.
Intanto, sotto la pressione sonora, gli schermi di protezione della navetta cominciavano a cedere.
Zarkan non era un testardo. “Piano B!” gridò all’interfono. La squadra di sicurezza rientrò in fretta. 
“Su la rampa”. Subito su la rampa. 
“Via, torniamo a casa!” Il navigatore digitò i codici.
“Prendi le coordinate spazio-temporali, qui non torneremo mai!” 
09 luglio 2006 – tempo locale – piazza Venezia – Roma – finale di Italia Francia: 6-4

postato da loziofranco | 08:06 | commenti (4)

giovedì, luglio 06, 2006

telefono alla moglietta (che è qui a Roma in trasferta)
propongo: "una pizza, stasera?"
risponde: "ho fatto le lenticchie"
io: "m."
postato da loziofranco | 18:38 | commenti (6)

martedì, luglio 04, 2006

una birra, magari analcolica?
postato da loziofranco | 19:38 | commenti (4)