amori
In greco il verbo “filéo” esprime l’amore di amicizia, tenero ma non totalizzante, mentre il verbo “agapáo” significa l’amore senza riserve, totale ed incondizionato.
Gesù domanda a Pietro la prima volta: “Simone... mi ami tu (agapâs-me)?”
Pietro - che ha conosciuto l’amara tristezza dell’infedeltà, il dramma della propria debolezza - risponde: “Signore, ti voglio bene (filô-se)”.
Il Cristo insiste: “Simone, mi ami tu?”.
E Pietro ripete: “Kyrie, filô-se”, “Signore, ti voglio bene”.
Alla terza volta Gesù dice a Simone soltanto: “Fileîs-me?”, “mi vuoi bene?”.
Simone risponde: “Signore, tu sai tutto, tu sai che ti voglio bene (filô-se)”.
Verrebbe da dire che Gesù si è adeguato a Pietro, piuttosto che Pietro a Gesù!
E’ proprio questo adeguamento divino a dare speranza al discepolo, che ha conosciuto la sofferenza dell’infedeltà. Da qui nasce la fiducia che lo rende capace della sequela fino alla fine: «Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: “Seguimi”».
il resto è qui: http://www.associazionesanlazzaro.it/cate_papa/cp-0145-cristo_e_chiesa09.htm
Prima comunione.
Lo sanno da sempre, le mamme più sagge, che c’è una battaglia.
Vorrebbe, qualcuno, che il giorno bellissimo fosse infangato.
Le mamme han pazienza. E pregano, un poco.
Ma gli angeli innalzano un muro di fuoco davanti al serpente.
Ecco, entrano in chiesa fanciulli splendenti, incontro allo sposo.
un'ora di ritardo, l'eurostar di ieri sera.
sono ancora incriccato.
comunque domani è mercoledì; poi viene giovedì, e a questo punto è fatta.
vado a prenotare per il ritorno a casa.
stasera insalata di pomodori, feta e friselle d'orzo.
sursum corda!