leggo:
http://www.usciamodalsilenzio.org/manifesto-14-gennaio-2006-logo.pdf
che tristezza.
quizzillo: facciamo che c’è un segmento di lunghezza a, con un estremo nell’origine; all’altro estremo aggiungiamo un segmento di lunghezza b; arriviamo ad un punto di coordinate (x,y) diciamo che la cosa si può scrivere così:
x = a * cos(alfa) + b * cos(beta)
y = a * sin(alfa) + b * sin(beta)
allora: “dati x, y, (e ovviamente a, b): determinare alfa e beta”
sì, è un sistemino di due equazioni in due incognite (alfa e beta);
suvvia, è trigonometria elementare; roba da quarto liceo, comunque…
un perepè carnevalesco con pubblicazione sulla newsletter di SanLazzaro a chi manda la soluzione più “compatta”
iuma, che dire... a proposito di pena di morte, iuma (sul suo blog) chiedeva che si venisse allo scoperto. Ero e sono contrario. E la posizione della Chiesa mi sembra la stessa (o meglio, sono io che seguo l'insegnamento della Chiesa).
Nel Catechismo (n. 2267) c'è scritto così:
L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani.
Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall'aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.
Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l'ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo «sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti» (Giovanni Paolo II, enciclica Evangelium vitae, 56 - 1995).
A me sembra chiaro. Si può togliere la vita solo per legittima difesa.