Ecco qui, per la questione sollevata da Giuliano; ho trovato nelle Lettera agli Ebrei queste espressioni:
Cristo... con il proprio sangue entrò una volta per sempre nel santuario, procurandoci così una redenzione eterna.
... noi siamo stati santificati, per mezzo dell'offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre.
Egli al contrario, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati una volta per sempre si è assiso alla destra di Dio...
... con un'unica oblazione egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.
L'altra sera (mercoledì) ho telefonato agli amici di SanLazzaro. Beh, di che si chiacchiera? Mi dice M che si sta ragionando sull'annuncio del Vangelo (uelà - discorsi tosti! i massimi sistemi!). Se sia possibile fare solo un annuncio (con la parola, con la predicazione, la catechesi, immagino) o se si debba proporre un'esperienza (una comunità?) e/o un coivolgimento (amicizia, scambio interpersonale... boh?). Si capisce che questi discorsi non vengono bene per telefono; c'è bisogno di guardarsi negli occhi eccetera. Io penso che l'annuncio del Vangelo deve essere radicata una comunità. E' la comunità che sente l' "urgenza" dell'annuncio. La forma, il metodo, sono di importanza secondaria. Confidiamo che lo Spirito Santo illumini i cuori (e le intelligenze) per comprendere quello che è opportuno e gradito a Dio. Poi c'è la dimensione del "prendersi carico". E' come la parabola del buon samaritano. E il coinvolgimento porta responsabilità. Non esiste un "parere disinteressato", un "secondo me dovresti..." e poi "... comunque sono problemi tuoi". Un padre, un fratello (uno zio?) non parla così al figlio / fratello / nipote, se gli vuol bene. E quelli che scrivono del Signore su libri, riviste, giornali, newsletter, blog? Lo stesso. Senza riferimento alla comunità e senza coinvolgimento sono pippe mentali.
Ieri mattina stavo ancora rimuginando su queste cose, e mi sembrava che nel nostro bloggare ci fosse qualcosa di buono. Nel senso che (sia pure in una maniera tutta particolare) ci si coinvolga, e ci sia qualche scintilla di amicizia (parola grossa? forse).
Ieri sera ho letto qualche post (i vostri post, e di chi se no?) e ne sono rimasto ammirato. Non vi dico di chi e di che cosa, tanto lo sapete. E stamattina ancora. Beh, lo attribuisco al Cuore di Gesù, che è il solo in grado di intenerire i cuori di pietra e sciogliere i cuori di ghiaccio.
Un abbraccio a tutti: Virginia, Tequila, Fred, don Nico, PapàQualsiasi, Martebip e Fiorile, Anto & Gae, Lola, donMo, Lorelei, la Zammina, Chiara, Sable, Bellalbero, Angela, ai Lazzaroni tutti. Grazie, amici.
E se ho dimenticato qualcuno, non importa; Nostro Signore se ne ricorderà.
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la SSU (scuola di sopravvivenza urbana) oggi segnala:
"scassabidoni"
dicesi di persona oltremodo importuna
Questo è il seguito della lettera di Berlicche a Malacoda. Per prima cosa bisogna differire il più tardi possibile il momento nel quale egli s'accorga che questo nuovo piacere è una tentazione. E, poiché i servi del Nemico hanno predicato per duemila anni del "Mondo" come di una delle tante tentazioni tipo, ti sembrerà difficile farlo. Ma, per fortuna, negli ultimi decenni ne hanno parlato pochissimo. Negli scritti moderni dei cristiani, quantunque vi legga molto (anzi più di quanto mi piaccia) intorno a Mammona, scorgo ben poco degli antichi moniti sulla vanità del mondo, sulla scelta degli amici, sul valore del tempo. Il tuo ammalato probabilmente classificherebbe tutto ciò come "puritanesimo" - e mi piace farti notare, per transenna, che il valore che abbiamo dato a quel termine è uno dei più sicuri trionfi che abbiamo ottenuto in questi ultimo cent'anni. Per suo mezzo riscattiamo ogni anno centinaia di esseri umani dalla temperanza, dalla castità, e dalla sobrietà della vita.
Presto o tardi, ad ogni modo, gli si presenterà chiara la vera natura dei suoi nuovi amici, e allora la tua tattica dovrà adattarsi all'intelligenza del tuo paziente. Se è uno sciocco abbastanza grosso farai in modo che comprenda il carattere dei suoi amici soltanto quando sono assenti. La loro presenza spazzerà poi via ogni critica. Se si riesce in ciò, lo si po' indurre a vivere, come so che molti esseri umani vivono, due vite parallele, e per un periodo di tempo considerevole; non soltanto sembrerà, ma sarà di fatto un uomo diverso in ciascuno dei circoli che frequenta. Se ciò non riesce v'è un metodo più sottile e più divertente. Lo si può indurre a godere positivamente nell'accorgersi che le due parti della sua vita sono contraddittorie. Ciò, si ottiene sfruttando la sua vanità. Gli si può insegnare a godere di inginocchiarsi la domenica presso il suo droghiere proprio perché egli ricorda che il droghiere non ha neppure la possibilità di capire il mondo urbano scanzonato con il quale egli si è intrattenuto il sabato sera; e, al contrario, a godere quella conversazione pornografica e blasfema durante il caffè con i suoi amici con tanto maggio gusto in quanto consapevole di un mondo "più profondo", "spirituale", che c'è nel suo intimo, e che essi non comprendono. Tu capisci di che si tratta. I suoi amici mondani lo toccano da una parte e il droghiere dall'altra, mentre lui è l'uomo completo, equilibrato, complesso, che li comprende tutti a fondo. Così, mentre si comporterà da traditore in permanenza di almeno due gruppi di persone, proverà invece di vergogna, una continua segreta corrente di compiacimento di sé. Da ultimo, se tutto il resto non otterrà nessun effetto, lo potrai convincere, sfidando la coscienza, a continuare a frequentare i nuovi conoscenti, adducendo come pretesto che, in qualche modo non ben definito, egli sta facendo del "bene" a questa gente, per il solo fatto di bere i loro cocktail e di ridere alle loro arguzie, e che troncare questo modo di comportarsi sarebbe "far lo schizzinoso", essere "intollerante", e (naturalmente) "puritano".
Nel frattempo prenderai naturalmente la precauzione ovvia di far sì che questo nuovo sviluppo lo induca a spendere più di quanto può disporre e a trascurare il suo lavoro e sua madre. La gelosia, l'allarme di costei, la crescente evasività e villania da parte di lui, saranno un elemento impagabile per l'aggravamento della tensione domestica.
Tuo affezionatissimo zio Berlicche
(by Clive Staples Lewis, The Screwtape)
la scuola di sopravvivenza urbana oggi segnala:
"cialtrone"
sono graditi suggerimenti circa l'uso ottimale del termine
scuola di sopravvivenza urbana
(urban survival school)
martebip propone:
mentecatto potrebbe andare bene?
ne uso un'altra, ma al momento non la ricordo... appena mi torna in mente te la scrivo :)
scuola di sopravvivenza urbana
"gaglioffo"
(parola da usare con parsimonia)
sia accettano altre segnalazioni
C'era (c'è) almeno un "logico" tra gli amici di Gesù. Quel tale Tommaso che, davanti alla certezza della morte del Signore, non crede a quelli che dicono di averlo visto risorto. "Se non metterò la mia mano nel suo costato..." eccetera. Immagino che avrei fatto lo stesso; anche peggio. Gesù risorto ha misericordia del suo amico. "Metti qui la tua mano...". Risponde Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". Qualcuno mi aiuti: significa forse che i tipi come Tommaso hanno bisogno di vedere le piaghe sul corpo del Signore per credere, mentre per altri (come Giovanni) basta vedere il sepolcro vuoto e le bende, e per altri ancora (quelli di Emmaus) è necessario che qualcuno spieghi la Scrittura? E se così fosse, quali sono le piaghe?
SanLazzaro News presenta:
la newsletter di domenica 8 giugno:
http://www.associazionesanlazzaro.it/newsletter/nl-0198-la_dolce_tempesta.htm
e se vuoi te la spedisco via email;
scrivi a sanlazzaro@caltanet.it
trollatevi con il metamotore:
http://www.kartoo.com/
puffatevi questa versione di Google:
http://www.google.com/intl/xx-klingon/